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Spiegato facile da ScegliAutoLe auto elettriche si incendiano molto meno delle tradizionali: su 100.000 veicoli, solo 25 elettrici sono coinvolti in incendi, contro oltre 1.500 benzina/diesel e 3.000 ibridi. Quando una batteria al litio si danneggia, può innescarsi il "thermal runaway", una reazione esotermica autocatalitica che genera gas infiammabili ad altissime temperature e coinvolge le celle adiacenti a effetto domino.
Attualmente l'unico metodo per spegnere questi incendi è l'acqua in grandi quantità (fino a 10.000 litri), usata per raffreddare il pacco batteria. I Vigili del Fuoco italiani seguono una direttiva nazionale: disconnettono l'alta tensione, attendono 10 minuti per scaricare i condensatori, usano termocamere per evitare riaccensioni e mettono in quarantena il veicolo.
L'idea di usare liquidi criogenici (a -50°C) per ridurre la quantità d'acqua non è praticabile: costi alti, problemi logistici, rischio di gelare componenti, e nessun sistema certificato. La normativa attuale prevede di affogare il veicolo in un liquido inerte.
Sono in studio materiali a cambiamento di fase con grafene e separatori termoresponsivi, ma solo a livello di laboratorio. Le batterie LFP Blade (come quelle BYD) non soffrono di thermal runaway: una cella perforata raggiunge solo -60°C, senza propagazione.